Thursday, March 23, 2017

ATTENZIONE!!!




24 e 25 marzo a Roma: le strade chiuse per l'anniversario dei trattati europei

Il centro storico sarà letteralmente svuotato e messo a disposizione di capi di stato e manifestantiZona blu e zona verde, in generale il centro storico. Da giorni chi vive nel cuore di Roma è alle prese con l'incubo 25 marzo. L'apparato di sicurezza da giorni è al lavoro. Nuove telecamere, varchi, chiusure, rimozione di cassonetti, avvisi alla cittadinanza. L'obiettivo è limitare al massimo i disagi. Di fatto però il centro storico sarà letteralmente svuotato e messo a disposizione di capi di stato e manifestanti. 

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LA ZONA BLU - Ci sarà una zona blu, una sorta di “eurozone” in omaggio ai colori della bandiera europea. Include tutta piazza Venezia, Piazza dell’Ara Coeli, Piazza San Marco, via Petroselli fino a via delle Tre Pile e si chiude attraverso i Fori Imperiali e piazza Madonna di Loreto. Quest’area, sarà presidiata sin dalle prime ore del 24 marzo, mentre, dalle ore 24 dello stesso giorno scatteranno le chiusure al traffico veicolare e pedonale per le bonifiche che avverranno nella notte che precede il vertice. La zona blu è servita da 21 varchi di accesso.

LA ZONA VERDE - C'è poi una zona cuscinetto dove non sono consentite manifestazioni. E' la cosiddetta zona verde e comprende via 4 novembre, largo Magnanapoli, via Nazionale, costeggia piazza delle Repubblica e ridiscende fino a via del Corso lungo tutta via del Tritone. L’area, operativa dalle ore 7 del 24 marzo, non sarà interessata da interdizione al traffico veicolare, ma in ciascuno dei 18 varchi di accesso è previsto un presidio di polizia con funzioni di controllo ed identificazione di personaggi di interesse. Nessuna manifestazione è consentita nell’area verde 

Fare clic qui per le strade chiuse.

CENTRE FOR CATHOLIC STUDIES' POSTGRADUATE SCHOLARSHIPS AND BURSARIES 2017-18

Department of Theology and Religion, Durham University
The Centre for Catholic Studies
Postgraduate Scholarships and Bursaries 2017-18

The Institute of Christian Education Louis LaFosse Bi-centenary
PhD Scholarship (three-years, full-fees, plus a maintenance allowance)

In addition, in association with the Institute of Our Lady of Mercy
and the Congregation of Jesus, the Centre for Catholic Studies is currently offering scholarships and bursaries (one-year, fees only) on a competitive basis for the following degrees:
taught MA in Christian Theology (Catholic Studies), MA by research
MLitt, DThM, Integrated PhD, and PhD
The Catherine McAuley Postgraduate Scholarship Fund and
The Mary Ward Postgraduate Scholarship Fund

Scholarships and bursaries are open to both full-time and part-time candidates.
To be eligible for consideration, the applicant’s research topic must be in the area of Catholic theology / Catholic studies and recipients must reside in sufficient proximity to Durham as to be able to share fully and regularly in the life, work and events of the
Centre for Catholic Studies.
Closing date for applications is Monday 29 May 2017.
In addition, new candidates for a postgraduate degree within the Department
must apply online, with all supporting documents, by Friday 12 May 2017.

Other MA programmes (not subject to this award) are available in:
Anglican Studies, Biblical Studies, Religion and Society
Spirituality, Theology and Health, and in Theology & Religion

For further information please contact:
Mrs Theresa Phillips, CCS Administrator, Department of Theology and Religion


Una collaborazione decisiva. Il contributo del domenicano francese Louis-Joseph Lebret


L'Osservatore Romano 
(Charles De Pechpeyrou)«Bisogna che il suo ricordo permanga, che la sua opera continui, che il suo sogno di civiltà cristiana venga realizzato». Queste parole che suonano come un epitaffio sono state scritte dal beato Paolo VI, il 5 novembre 1966, dopo aver letto le ultime righe del diario di uno dei suoi più stretti collaboratori, il padre Louis-Joseph Lebret, scomparso quattro mesi prima a 69 anni. Una frase che esprime la grande stima di Giovanni Battista Montini per il domenicano francese e per il lavoro da lui svolto per tanti anni come pastore, ma anche sociologo, per aiutare i poveri del mondo intero a realizzare essi stessi il loro sviluppo. 
Una stima tanto grande da affidargli il lavoro preparatorio allaPopulorum progressio, l’enciclica sullo sviluppo dei popoli, pubblicata il 26 marzo 1967, festa di Pasqua.

«L’enciclica non avrebbe visto il giorno senza padre Lebret, ossessionato dall’idea di una economia “umana”, che rispondesse ai bisogni e non solo alla domanda quantificabile e solvibile», scriveva nel 2007 il gesuita francese Jean-Yves Calvez sulla rivista «Projet», di cui era l’allora direttore. «Fondatore del movimento Économie et Humanisme, poi dell’Istituto di ricerca e di formazione all’economia dello sviluppo, Lebret ha percorso il mondo, prodigando i suoi consigli per lo sviluppo al Senegal e ai paesi dell’America latina, ricorda padre Calvez. Ormai malato e incapace di partecipare agli incontri, padre Lebret riuscì tuttavia a trovare l’energia per consegnare a Paolo VI una bozza sul problema dello sviluppo. Morì nel 1966 prima della pubblicazione dell’enciclica, che porta ciononostante il suo stampo».
I rapporti tra padre Lebret e Paolo VI risalgono a molti anni prima. Il primo contatto tra il domenicano e Monsignor Montini, allora sostituto alla Segreteria di Stato della Santa Sede, risale al 1947. Lebret è in quel periodo direttore di Économie et Humanisme. Nel dicembre Monsignor Montini gli scrive in questi termini: «Apprezzo molto le belle iniziative del movimento da Lei creato e sarei contento di potermi documentare più ampiamente sulle sue idee e realizzazioni». I due uomini continuano la loro corrispondenza epistolare negli anni seguenti, fino al 1953, quando il prelato italiano propone al padre francese un primo incontro, al Vaticano. L’anno successivo il Sostituto viene nominato arcivescovo di Milano poi, nel 1963, è eletto papa; continuerà tuttavia a considerare Lebret un interlocutore privilegiato.
Come ha scritto il cardinale Paul Poupard — che ben ha conosciuto i due uomini in quel periodo — in Le développement des peuples, entre souvenirs et espérances, è così che «padre Lebret pervenne negli ultimi anni della sua vita, che furono anche i primi tre del pontificato di Paolo VI, ad alimentare l’informazione e la riflessione del papa, preoccupato dalla situazione del mondo e desideroso, in quel frangente decisivo della storia, di inscriversi nella tradizione dei suoi predecessori, molto attenti a proiettare la luce del Vangelo sulle questioni sociali del loro tempo». Dal 1964, in pieno concilio Vaticano II, Paolo VI gli affida molti incarichi. Padre Lebret è nominato esperto e lavora più particolarmente all’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Sarà lui il rappresentante della Santa Sede a Ginevra nella prima Conferenza delle Nazioni unite per il commercio e lo sviluppo nel 1964.
Nello stesso periodo Paolo VI comincia a lavorare al progetto di una enciclica sullo sviluppo dei popoli. «Questa enciclica è il frutto di una lunga preparazione» annotava nel 1967 padre Charles Molette, biografo e storico francese, sulla rivista «Études sociales»: già prima di essere eletto papa, Monsignor Montini si era recato in America (1960) e in Africa (1962); questi viaggi l’avevano messo a contatto immediato con «i laceranti problemi che attanagliano continenti pieni di vita e di speranza» (Populorum progressio, 4). Più che mai il papa si affida in questa circostanza all’esperienza di padre Lebret. Tra il 1964 e il 1965 viene ricevuto in udienza privata almeno cinque volte e ancora più spesso da monsignor Angelo Dell’Acqua, stretto collaboratore del pontefice e Sostituto della Segreteria di Stato. Il domenicano mette a disposizione la sua esperienza di uomo d’azione, lui che ha iniziato a interessarsi ai problemi concreti degli uomini all’inizio del suo apostolato, entrato in contatto con i pescatori bretoni.
«Padre Lebret non è un economista, è piuttosto un sociologo che effettua numerose inchieste sul terreno, ed è soprattutto un uomo di sintesi per l’azione e per l’impegno non solo in comitati interprofessionali ma anche nel sindacalismo» spiegava Marc Feix, professore associato alla Facoltà di teologia cattolica di Strasburgo, in un articolo pubblicato nel 2007 sulla «Revue d’éthique et de théologie morale». Designato cappellano dei pescatori bretoni nel 1929, Lebret crea a Saint-Malo un sindacato cristiano di marinai, poi una scuola normale sociale marittima. Negli anni cinquanta, attraverso numerosi viaggi, con le sue analisi di terreno e l’elaborazione di strategie di sviluppo, incontra i grandi nomi dell’economia dello sviluppo in Europa, in America latina, all’Organizzazione delle Nazione unite.
Ritorno a Roma. La settima ed ultima versione dell’enciclica Populorum progressio è approvata dal Papa il 20 febbraio 1967. «Sta tutto bene» scrive sulle bozze. Ognuna delle sette stesure è stata annotata personalmente dal pontefice ed è stata sottomessa al giudizio di esperti provenienti dai diversi continenti. «Fatto nuovo in questo genere di documenti, le citazioni ed i riferimenti sono tratti non solo dalla Scrittura, dai Padri della Chiesa, dal Magistero, ma anche da “saggi” cristiani come Pascal, Jacques Maritain, padre Henri de Lubac, padre Marie-Dominique Chenu, o da esperti cristiani come padre Lebret, Colin Clark, padre Oswald von Nell-Breuning», segnalava già nel 1967 padre Molette. L’autore vi vedeva «un doppio intento: il riconoscimento del lavoro degli esperti e un appello a loro rivolto».
A esempio, al n. 14 della Populorum progressio, intitolato «Visione cristiana dello sviluppo», Paolo VI afferma che «lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo». Un fatto rarissimo nella redazione di un testo pontificio di quel tempo, il Papa riprende testualmente un passaggio tratto dal libro Dynamique concrète du développement scritto nel 1961 da padre Lebret. «Noi non accettiamo di separare l’economico dall’umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce. Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo di uomini, fino a comprendere l’intera umanità». Lebret, quindi, è citato dal Santo Padre, insieme a Blaise Pascal (Pensées) ed Henri de Lubac (Le drame de l’humanisme athée). Ma solo il prete bretone viene definito «eminente esperto». Un omaggio del firmatario di quella lettera enciclica a cui stava tanto a cuore l’interpellare «gli uomini di riflessione e i saggi».
L'Osservatore Romano, 22-23 marzo 2017 

Tuesday, March 21, 2017

Offerta formativa CNA-UNI Angelicum/ FASS Roma - SG FSN


Offerta formativa universitaria convenuta tra la CNA e la Facoltà di Scienze Sociali (FASS) della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum (PUST) di Roma (valida per gli AA.AA. 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020).

“Hospitality Beyond Boundaries: Christians and Muslims Responding together to the Refugee Crisis”

Dear Friends,

Please join us on Thursday, 23 March, for our closing session of the Vincent Pallotti Institute Spring Series, Welcoming the Stranger  which will include a roundtable dialogue on “Hospitality Beyond Boundaries: Christians and Muslims Responding together to the Refugee Crisis”.
Speakers include Thomas Michel, SJ, Professor, Georgetown University, Cenap Mustafa Aydin, Director, Istituto Tevere and Peter Dziedzic, Lay Centre Leadership Scholar.

Thomas Michel, SJ

Cenap Mustafa Aydin

Peter Dziedzic

 

The session starts promptly at 9:30 and will end at 11:30 in the courtyard with a Communal Moment of Reflection organized by students of The Lay Centre (Brazil, Italy, Iraq, Mozambique, Myanmar, Indonesia, the Philippines, and USA), to mark our joint commitment to Welcoming the Stranger.
To end this very successful 6-week program, we would like to invite you to also join us for a simple luncheon at 12.00.
I look forward to seeing you on Thursday.
Best regards,
Donna Orsuto
IMPORTANT
On Thursday, the only access to The Lay Centre will be the entrance located on
Via San Paolo della Croce - the gate will be open 
(accessible on foot also from the Via Claudia end).
If you are coming by car, please check the route indicated on the map below.

In case of need please call Heather on 388 6129890 or Vittorio on 328 2394133
Google Map

Monday, March 20, 2017

African Theology Conference


African Christian Theology:
Memories and Mission for the 21st Century


Recalling African theology’s origins,
envisioning its 21st century mission

 
March 22-25, 2017
Notre Dame Global Gateway
Via Ostilia, 15
Rome, Italy
This conference will gather the world’s leading experts, scholars, and theologians to reflect upon the 20th century origins of African Christian theology, to examine how contemporary issues and emerging questions have influenced its more recent developments, and to discuss its future in light of today’s most pressing problems. Bringing together an impressive and diverse array of international scholars, Church leaders, Bishops and members of the Curia, lay men and women, and activists working across the spectrum of African initiatives. We anticipate vibrant discussion and intense dialogue and hope to lay foundations for ongoing collaboration to address issues that affect the global community as well as the African Church.

Registration has ended, but you are invited to attend the sessions.

If you would like to attend the sessions, please send a courtesy email to: ndethics@nd.edu
 Click here for more information.

A Tale of Two Theologians: Treatment of Third World Theologies



Angelicum alumnus Ambrose Mong’s forthcoming book A Tale of Two Theologians: Treatment of Third World Theologies examines liberation theology, a progressive and controversial movement within the Catholic Church, as filtered through the writings of its founding father, Gustavo Gutiérrez, and the Indian Jesuit theologian, Michael Amaladoss. Mong explores the subject with characteristic insight and sophistication, using the concerns and reputations of these figures as a means of exploring the problems facing Catholicism today, with particular focus on the evolving role of the Global Church.

A Tale of Two Theologians: Treatment of Third World Theologies
By Ambrose Mong
Hardback ISBN: 9780227176580
Paperback ISBN: 9780227176597
Hardback RRP: £60
Paperback RRP: £25
Due for publication in Hardback on 30/03/2017 and in Paperback on 29/06/2017
Also available in PDF, ePub and Kindle versions.

For press enquiries, further details, hi-resolution images or if you are interested in reviewing or promoting the book please contact me directly: sales@lutterworth.com
For any book orders please contact myself or our customer service team: customerservice@lutterworth.com.

Angelicum alumnus appointed Bishop of Cheyenne, U.S.A.


The Holy Father has appointed as bishop of Cheyenne, U.S.A., Rev. Fr. Steven Biegler, of the clergy of the diocese of Rapid City. Fr. Biegler is currently vicar general and rector of the “Our Lady of Perpetual Help” Cathedral in Rapid City.

Rev. Fr. Steven Biegler was born on 22 March 1959 in Mobridge, South Dakota, in the diocese of Rapid City. After attending the Timber Lake High School in Timber Lake, he studied for a year at the South Dakota School of Mines and Technology in Rapid City. He studied philosophy at the “Immaculate Heart of Mary” Seminary in Winona, Minnesota, and theology at the Pontifical North American College and the Pontifical Gregorian University in Rome, obtaining a Bachelor’s degree in theology (1992). He subsequently obtained a licentiate in biblical theology at the Pontifical University of St. Thomas Aquinas in Rome.
He was ordained on 9 July 1993 for the diocese of Rapid City.
After priestly ordination he held the following offices: parish vicar of the “Our Lady of Perpetual Help” Cathedral in Rapid City (1993-1994); parish administrator of the “Immaculate Conception Parish” in Bonesteel, of the “Saint Anthony Parish” in Fairfax and the “Saint Francis Xavier Parish” in Ponca Creek (1994-1996); co-pastor of the “Saint Bernard Parish” in McLaughlin with the mission churches of “Saint Bonaventure” in McIntosh, “Saint Bede” in Wakpala, “Saint Aloysius” in Bullhead, “Assumption” in Kenel and “Saint Michael” in Watauga (1996-2006); member of the College of Consulters (1998-2003 and since 2009); director of pastoral formation at the Pontifical North American College in Rome (2003-2006); chaplain of diocesan Catholic schools and the South Dakota School of Mines and Technology in Rapid City (2007-2010); diocesan administrator in Rapid City (2010-2011); pastor of the “Our Lady of the Black Hills Parish” in Piedmont (2011-2015); vicar general (since 2011); rector of the “Our Lady of Perpetual Help” in Rapid City (since 2016).